sabato, 10 maggio 2008
あつすぎる。 Il che vuol dire che passerò il resto del mio weekend a Venezia chiusa in collegio ad abbruttirmi e a studiare quanto posso, nonostante la voglia stia raggiungendo minimi storici.
でも、楽しかった。 La gita a Verona, che mi ha fatto quasi desiderare di rimanere in collegio. Per certe persone, per certe piccole cose... E poi la serata a Padova, con la mia Chiara che non vedevo da tantissimo tempo.
A parlare di qualunque cosa, a mangiare tè e biscotti alle due del mattino, a bere vino di una festa di persone sconosciute.
それから、わからない夢。Chissà se i sogni rivelano davvero i desideri (più o meno) nascosti. E' tutto troppo complicato... Vorrei sbilanciarmi, avere il coraggio di parlare, di dire davvero ciò che provo.
Ma probabilmente scivolerà tutto via, poco alla volta, solo perché ho troppa paura di sbagliare.
Proposito dei prossimi mesi: smettere assolutamente di mangiarmi le unghie.
Comunque questo tempo non mi dispiace, e ogni tanto staccare e tirarsi un po' fuori dalla routine fa bene all'umore, permette di vedere tutto in modo diverso. だいたい好きです。
JadeSlytherin♥
lunedì, 28 aprile 2008
(AGI) - Londra, 26 apr.- Se sentite i morsi della fame, ma volete dimagrire, provate a ricordare il vostro ultimo pasto. Un gruppo di scienziati britannici ha infatti dimostrato che ricordare nitidamente quel che si e' mangiato, riduce l'appetito e il desiderio di spilluzzicare. Non solo: concentrarsi sul pasto, invece che ingurgitarlo di fronte alla tv, aiuta a sentirsi sazi piu' a lungo. Lo studio suggerisce quindi che chi vuole dimagrire puo' imparare ad essere meno vorace e che sono utili tecniche come l'ipnotismo e la terapia comportamentale. Suzanne Higgs e i colleghi dell'universita' di Birmingham hanno compiuto una serie di esperimenti per testare l'impatto della memoria del cibo e degli snack. In un esperimento,a 47 studentesse e' stato detto che venivano sottoposte a un test di assaggio di biscotti; poi e' stato dato loro un pasto e le ragazze sono state divise in due gruppi. A meta' di loro e' stato chiesto di fare un resoconto dettagliato del pasto, mentre al resto e' stato chiesto di descrivere il percorso fino al campus. Dopodiche' le donne sono state invitate a mangiare il resto dei biscotti. Secondo lo studio pubblicato su 'New scientist', le donne a cui era stato chiesto di fare una descrizione del cibo mangiavano meno biscotti rispetto alle altre. L'effetto del ricordo era minore tra le donne che si erano sottoposte al test un'ora dopo il pasto, ma si rafforzava con il passare delle ore: tre ore dopo il pasto, le donne che avevano descritto il pasto avevano "una significativa riduzione dell'appetito" rispetto alle altre, In un altro esperimento, ad alcune donne che mangiavano e' stato mostrato un video: guardare il filmato e non concentrarsi sul cibo, le spingeva a spilluzzicare di piu' nel corso della giornata; il che vuol dire che concentrarsi sul cibo - piuttosto che ingurgitarlo senza pensarci- aiuta a ridurre l'appetito. (AGI)
JadeSlytherin♥
domenica, 20 aprile 2008
Da qualche giorno ho un ricordo nella mente.
E' nitido, cristallino e freddo, come l'aria del pomeriggio a cui questo ricordo appartiene.
Ho bisogno che mi accompagni in un posto.
Era gennaio e preparavo gli esami del primo semestre. E avevo bisogno di togliermi dalla testa un pensiero che non mi aveva mai del tutto lasciata per anni, ma sapevo che da sola non sarei mai riuscita ad andarci.
Certo, quando vuoi, ma se vuoi farti un tatuaggio cercherò di dissuaderti fino all'ultimo.
No, non era un tatuaggio, era una cosa molto più semplice.
Ho esitato fino all'ultimo a scrivere quel messaggio, eppure sapevo che in quel momento avrei voluto con me solo una persona.
E in quel pomeriggio tutta la mia angoscia, tutti i miei pensieri, è tutto scivolato via tra un Darjeeling e le altalene su cui abbiamo passato un'ora, forse di più, chiacchierando di tutto e di niente, finché non è diventato buio.
Avrei voglia di tornarci, adesso. Di poter guardare un cielo azzurrissimo semplicemente alzando la testa, senza smettere mai di affliggerti con qualunque sciocchezza mi passi per la testa, seduta su una delle
tue altalene.
JadeSlytherin♥
domenica, 13 aprile 2008
My man's got a heart
Like the rock that's in the sea...
JadeSlytherin♥
venerdì, 11 aprile 2008
Una sciocca bambina viziata che sa di non poter pretendere niente, ma che vuole sempre tutto e subito.
E che se non ottiene ciò che vuole fa i capricci e risponde con aria affranta, forse per ispirare pena a qualcuno.
Sciocca.
Ho da scrivere una pagina di diario in giapponese:
Data - Tempo atmosferico.
Mi sono svegliata alle sette, ho fatto colazione e mi sono lavata, illudendomi forse di riuscire ad andare in biblioteca a studiare qualcosa invece di restare in casa a mangiare dolci tutta la mattinata. Diventerò grassa se continuo così, anche perché la danza ormai non fa quasi più parte della mia vita.
Solo nel pomeriggio, armata di fazzoletti per combattere lo splendido raffreddore che ho preso negli scorsi giorni di disgustosa pioggia, di borsa piena di libri e di ombrello, ho trovato il coraggio di trascinarmi in comunale e studiare due ore e mezza, fare i compiti di Kono e imparare kanji per farmi passare l'angoscia che non mi fa dormire da tre giorni.
La ragazza seduta davanti a me mi ha fissata per un po' poi mi ha detto: "Ma tu studi giapponese? Anche io avrei voluto farlo...". Era molto dolce...
Tornata a casa - senza ombrello perché chiunque tranne me sa che se si lascia l'ombrello all'ingresso di via Roma quando si esce non ci sarà più. Succede anche in Giappone, Sensei? - ho mangiato una pizza che non volevo e ora penso che farò una doccia e tornerò a fare qualcosa per evitare di svegliarmi alle tre per la terza notte consecutiva e pensare fino alle 6 che non passerò mai gli esami di giugno.
Tutto scritto con il tono della Mariisan dello Shin Bunka, tutto scritto in forma piana.
Mi piacerebbe riuscire a scriverlo tutti i giorni, o perlomeno ogni volta che ci sia qualcosa di simpatico e raccontabile in giapponese. Non lo prendo come un impegno, ma come un buon proposito per un futuro più o meno lontano.
La verità è che la pioggia mi fa vedere tutto in grigio e nero.
E che questo passare metà settimana a Venezia e metà a Trento mi confonde e stanca in modo davvero eccessivo. E a dire la verità, mi sembra di non avere molti motivi per essere nè in un luogo nè in un altro.
Ho scritto 日, sole, su ogni vetro appannato per qualche giorno, ma sembra che non voglia ancora ascoltarmi.
JadeSlytherin♥
giovedì, 20 marzo 2008
Comprendere all'improvviso che si è fatto qualcosa che ci si era ripromessi di non fare mai più. E che se si è smarrita di nuovo la strada, se non si riesce più - ancora - a trovare un modo per essere felici, è solo perché si è lasciata andare ancora una volta l'unica cosa che era in grado di dare un senso a tutto, in ogni istante, con la sua semplice presenza.
Avere bisogno del silenzio - e di un film silenzioso, che porta alla verità senza avere bisogno di mille parole, in una lingua che sembra comunicare anche con chi non la conosce - per comprenderlo.
Comprendere che la si è lasciata andare senza volerlo, per distrazione. Come quando un foglio di carta scivola sul pavimento con un fruscio e viene dimenticato e spazzato via - e poi ci si accorge che insieme a quel foglio si è gettato via un nome, un numero essenziale.
E comprendere che, nonostante tutto, non c'era - e non c'è ancora - altra scelta.
JadeSlytherin♥
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giovedì, 13 marzo 2008
Giorni in cui un post segue l'altro, incessanti: riflessioni, rabbia, e poi scuse, aggiunte, correzioni. Senza un reale fondamento, solo per avere un posto qualunque in cui trascorrere un po' di tempo e per resistere alla tentazione di prendersela con la prima persona che capita, o, peggio, con chi forse se lo meriterebbe - ma con cui è in ogni caso inutile parlare, perché ascolterà, forse capirà ma di certo non risponderà mai.
E altri giorni - settimane - di silenzio, gli unici momenti in cui forse ci sarebbe qualcosa di vero, di importante da dire, ma si è trascinati alla deriva da una corrente di eventi che impediscono di fermarsi, accendere il pc, collegarsi a internet e - nel silenzio, all'ora giusta - scrivere.
Così mi limito a guardare, con occhi attenti, o distratti e assonnati, ciò che mi circonda e a lasciar scorrere via migliaia di parole che forse meriterebbero qualcosa di più.
Come Venezia abbia non solo un volto, ma mille, a seconda che un vento sferzante ti impedisca di alzare lo sguardo e renda inutile qualunque ombrello, che una pioggia grigia renda l'aria soffocante e come il fumo nero di un incendio ricopra il cuore di una patina nera, immobile - angosciante. O che un tiepido sole mattutino colori di oro l'acqua, i ponti e un campanile in lontananza e ti ricordi perché Venezia sia una delle città più incantevoli del mondo.
O come una situazione anormale, potenzialmente terribile, possa riunire almeno per qualche istante persone di solito distanti tra loro - inconciliabili per età, etica, scelte di vita - e spezzare la lenta routine di un collegio canossiano. Possa permettere di fare le tre in una stanza che non appartiene a nessuna delle presenti, di dire e fare sciocchezze, cose che in altri momenti non si farebbero mai - e di svegliarsi poi alle sette per andare a una lezione che si detesta.
Parole che scivolano via lentamente, senza poterle fermare. Idee che sarebbe bello annotare, per parlarne, per condividerle in un non-spazio che in qualche strano modo ho finito per considerare la mia casa.
Un odore, il profumo di qualcuno in una stanza con cento persone, che mi ricorda una recita dell'asilo.
Frammenti di ricordi, forse veri, forse solo sognati e diventati reali nel corso degli anni.
Una parola con una certa intonazione, detta da una certa voce, che mi fa pensare all'estate passata negli Stati Uniti, al condominio di mio zio - e per associazione, all'aeroporto di Miami, all'uragano, a mille cose passate.
Strano, indescrivibile.
Tante volte mi piacerebbe avere migliaia di fotografie - avere sempre con me una macchina per scattarle.
JadeSlytherin♥
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domenica, 24 febbraio 2008
Hyakumonogatari Kaidankai (百物語怪談会, Hyakumonogatari Kaidankailit., A Gathering of One Hundred Supernatural Tales) was a popular parlour game during Edo Period Japan.
The game was a simple one. In a room, as night fell, one hundred candles were lit. Guests and players gathered around the candles, taking turns telling kaidan. After each kaidan, a single candle was extinguished, and the room slowly grew darker and darker. The process was an evocation, with the final candle believed to summon a supernatural entity.
The origin of the game is unknown. It is thought that it was first played amongst the samurai class as a test of courage, and later became fashionable amongst the townsmen.
JadeSlytherin♥
mercoledì, 20 febbraio 2008
Vorrei ricominciare tutto daccapo. Nel silenzio, fin troppo denso, della mia stanza in collegio, illuminata solo dalla lampada sul comodino, stavo imparando nuovi kanji. E si sa che scrivere tre righe dello stesso kanji - finché non è uguale a com'è sulla dispensa, finché l'ordine non è giusto, finché non è perfetto - è un'attività puramente manuale: la mente è impegnata solo durante la prima riga, quando bisogna ancora memorizzare l'ordine dei tratti e la forma del kanji, dopo la mano va da sola, senza doverla controllare, e gli occhi osservano il carattere senza impegnare una parte cosciente di me.
E nel frattempo, posso ascoltare musica. Posso pensare.
Pensare a quante cose ho sbagliato nell'ultimo anno. Pensare che vorrei tornare indietro.
A prima di scrivere questi ultimi post, a prima di pensare quello che mi sono ritrovata a scrivere, negli ultimi post.
Agli inizi di gennaio. A Capodanno, a quando ancora tutto era diverso, tutto era ancora da dire, quando ancora quelle parole sospese nell'aria o soffocate con un sorriso avevano un fascino.
Quando tutto sembrava un gioco - pericoloso, ma per questo ancora più attraente.
Mi sento come se qualcosa fosse andato in pezzi, come se qualcosa di delicato e prezioso che ho custodito per anni - che ho spolverato con cura, tenuto lontano da qualunque pericolo - fosse stato rovesciato all'improvviso per la fretta e la disattenzione e ora non potessi che guardarne i pezzi sparsi sul pavimento.
Vorrei cancellare quel muro di parole costruito dall'inizio dell'anno, ma so che non potrei mai farlo - perché non posso impedirmi di rileggerlo.
Vorrei cancellare le ultime due settimane, tutto quello che ho pensato, detto, provato.
Vorrei impedirmi di pensarci: mentre sono a lezione, mentre rido con gli amici, anche quando mi lascio prendere dal giapponese, trovo sempre il tempo per fermarmi a pensarci - un solo istante, ma è sufficiente. Vorrei solo non dover aspettare.
E tuttavia, vorrei poter aspettare per sempre.
JadeSlytherin♥
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domenica, 17 febbraio 2008
Forse lo fa perché non vuole soffrire.
Forse non vuole avvicinarsi troppo per non scottarsi, per non farsi del male.
Per non illudersi e poi rimanere ferito.
In ogni caso, mi dispiace per quello che ho scritto ieri sera. Non lo cancello, per principio, ma non merita tutto quell'astio e quel gelo da parte mia... Come al solito sono un'egoista e me ne sbatto di quello che possono o meno provare gli altri.
In compenso il rituale del vaffanculo - rubato senza pietà alla Nenyuss - è stato terapeutico. Ora sono molto più lucida.
JadeSlytherin♥
Endless
« Now I'm trying to wake you up
to pull you from the liquid sky
'cause if I don't we'll both end up
with just your song to say goodbye. »
About a girl
~Love.
Le città e la cultura europee, Johnny Depp e i suoi film, I Sims, Il Corvo e Brandon Lee, Quentin Tarantino, Tim Burton, Roald Dahl e la sua Fabbrica di Cioccolato, il gothic lolita, Mana e Moi Meme Moitié, Baby the Stars Shine Bright, i vampiri, i pirati, scrivere, Venezia, il mare, il giapponese, l'inglese britannico, lo Shinto e la storia giapponese, l'Islanda, la Gran Bretagna e la sua monarchia, la Russia, il bianco, il nero e il viola, le canzoni che dopo averle ascoltate un milione di volte saranno speciali per sempre, la follia quando viene paragonata alla mera normalità, la mia famiglia, i viaggi in treno con gli amici, chiacchierare per ore senza sentire lo scorrere del tempo, essere innamorata, sentirmi confusa o estremamente lucida, la danza classica, i diamanti, l'espressionismo e il postmoderno.
~Hate.
La gente ignorante che crede di sapere tutto, il moralismo, chi disprezza senza conoscere (come io non mi esprimo su ciò che non conosco, così mi aspetto che non lo facciano gli altri), chi capisce male ciò che dico (perche è sordo, perche non voleva che dicessi ciò che ho detto...) e davanti agli altri mi mette in bocca parole che non ho detto, il maschilismo (ma anche il femminismo), chi utilizza l'arte (in qualsiasi sua forma: letteratura, musica, cinema...) per scopi puramente economici e produce opere cattive che la massa per qualche strano motivo adora, certi miei compagni di corso, mangiarmi le unghie (anche se lo faccio), i puntini di sospensione
~I miei Libri.
Lewis Carroll, i libri sui vampiri, i saggi su argomenti che mi interessano, La Fabbrica di Cioccolato, La Piccola Principessa, Piccole Donne, La Gabbianella e il Gatto, Il Gabbiano Jonathan Livingstone, Harry Potter, Confessioni di una Maschera, Kitchen, N.P, Tokyo Blues Norwegian Wood, Natsume Soseki, Memorie di una Geisha, Oscar Wilde, Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis, i classici dell'800, Baudelaire, Rimbaud, i poeti simbolisti...
~La mia Musica.
Moi Dix Mois, Marilyn Manson, Placebo, Smashing Pumpkins, Velvet Eden, Malice Mizer, Kagrra, (non Gackt, non Miyavi), Blonde Redhead, Bjork, Leaves' Eyes, Within Temptation, Massive Attack, Prodigy, The Cranberries, qualcosa di pop (Lily Allen, Rihanna, Gwen Stefani e così via), tante canzoni giapponesi, la musica elettronica, tanta musica classica.
Just Words
And the other ones
La Nenyuss, coadmin, compagna di follie, sorella grande (e a volte sorellina), confidente, fidanzatina, l'unica che possa sopportare lacrime, rabbia, ironia, momenti no senza mai lamentarsi, colei con cui ho condiviso gli ultimi cinque anni della mia vita, che rimane sempre con me anche se non siamo più insieme, che non mi fa mai sentire sola.
Frank, sempre un po' distante eppure vicino, nippofilo come me, forse l'unico che sappia davvero spezzarmi il cuore o davvero farmi sentire importante, colui a cui so di poter dire qualunque cosa ed essere ascoltata, che con uno sguardo e un sorriso può capire cosa sto pensando, amico, compagno di sogni, in definitiva una delle persone più importanti e speciali della mia vita.
Pierto, il mio cinese preferito.
La Monique, la mia dolce e fedelissima confidente, adesso troppo lontana!
Chiaretta Ava, la compagna di banco migliore del mondo! Mi manchi, padovana!
La mia maman, il mio punto di riferimento costante, nonostante gli alti e i bassi. Una delle poche persone che riescano a farmi piangere o a farmi sentire davvero completa.
Elisa, la vicina del piano di sotto, la mia tata cinese!
Fra, Cate, Matteo e Dario, i compagni di giapponese, i pazzi con cui condivido la mia vita veneziana.
Jessy, Monica, Mary, Bea e le mie altre dolcissime compagne di collegio, che rallegrano i miei giorni a Venezia.
Le mie companions di forum, le ragazze migliori di tutto il web, che rimangono sempre nel mio cuore anche se non è più come una volta: Lyss, Doctor Ross, Gwen.
Arabella, Suzuka, Lygia, Leonardo (e il mitico Hirotaka!) e tutta la gente fantastica che ho conosciuto a Londra
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